utente anonimo in Þorrablót!
utente anonimo in Þorrablót!
visitato *loading* volte
E’, al solito, passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento e, curiosamente, questo sarà uno degli ultimi, visto che ormai ho meno di una settimana da godermi qui.
Per la verità godersi non è la parola giusta: sto maluccio, una mezza influenza, e ho da fare un po’ di cose che come al solito ho lasciato all’ultimo. Però conto di prendermi due giorni per fare un miniviaggio alle Vestmannaeyjar!
Intanto gli esami sono andati bene (mi manca l’ultimo voto di storia, ma la tesina dovrebbe tenerlo alto), anche se non come speravo. O sono abituato troppo bene io (in effetti a Genova la sufficienza è 24, non 19…) oppure ho cannato qualcosa nella preparazione.
Di certo me la sono presa comoda: questo ha influito negativamente sull’apprendimento della lingua, però questi 5 mesi mi servivano più a scoprire la mia Islanda, a capirla meglio e a verificare se ciò che sogno da anni fosse realizzabile.
La lingua è complicata, ma qualcosa so e capisco abbastanza, continuerò ad approfondire anche stando in Italia, seppure con mezzi limitatissimi.
L’Islanda l’ho scoperta, come ho scoperto la vita da Erasmus, ed entrambe le cose mi piacciono parecchio. Forse però mi piace più l’Islanda, la vita da Erasmus è troppo “faticosa”…
Ovviamente, come tutto, ci sono i pro e i contro: i pro sono il sentirsi bene, liberi, con un sacco di tempo, molte possibilità, una lingua che mi piace e un paese che ogni giorno si mostra diverso. I contro sono gli islandesi: disorganizzati, poco professionali in tutto, esagerati in un sacco di cose, però in fondo simpatici (forse perché questo loro modo di cercare di essere moderni, senza esserlo ancora, stimola un po’ di allegra compassione).
Direi che è un posto dove verrei a stare, anche se forse non per tutta la vita (ma perché c’è davvero un posto dove starei tutta la vita???). Vedremo.
Poi ho potuto far conoscere, dopo la Svezia, un altro paese del Nord alla mia famiglia. La loro visita è stata un vero piacere: ci tenevo molto a mostrare loro questa parte di me (perché, non ci sono cazzi, il Nord è parte di me) dopo anni di racconti e rotture di palle su “quanto è bella di qua e quanto è bella di là”. Loro sembrano aver apprezzato, quindi sono doppiamente contento.
Ho poi scoperto tanti posti mai visti con Fra, girando quasi tutta l’Islanda insieme a lei (che pazienza che ha avuto, direte voi…). Forse non è il luogo più adatto, ma due parole è meglio dirle: è stato bellissimo e importante per entrambi, penso. Anche grazie alle sue visite qui riesco a partire più sereno di quanto non pensassi. Perché a Genova non mi aspettano solo la mia famiglia (e l’andarsene di casa), un lavoro e l’università. Mi aspetta lei e tutto il resto, senza offesa, passa un po’ in secondo piano.
Ma mi aspettano anche tante novità, un po’ fanno paura, ma sapere di poter contare su una persona così al mio fianco rende tutto più facile. Questi mesi che tanto mi (ci?) spaventavano ci hanno invece reso più forti, più uniti. Per la prima volta guardo avanti e scorgo dei contorni di qualcosa, non una foschia indistinta. Di cosa siano quei contorni non lo so, ma questo non conta.
Sono felice, sì. Alla facciazza vostra!
A giugno poi mi aspetta la prova del nove: il matrimonio di Andre e Bru, il primo a cui vado accompagnato dalla fidanzata! :-) Che magari penserà che sono un po’ stronzo, però ormai mi conosce e, spero, mi perdonerà. Va là, proprio per farla sbuffare, ma ridendo, aggiungerò un: BEAGLE!!!
Infine, qualcuno si chiederà, dovrei dire qualcosa di me dopo questi 5 mesi… Beh, no. Non ora.
Un giro fantastico, 4 esami dati (e speriamo superati, di certo due lo sono) e ora vacanza.
Potrei fare il pigro e riassumere così le ultime settimane e le due e spiccioli che mancano al mio rientro, ma invece provo un po' a tediarvi...
Il Viaggio: WOW! Un po' di fortuna, era anche un po' ora, con il meteo, un culo alla guida, con 2400km in una settimana, ma soprattutto un sacco di posti fantastici!
Dopo l'esame di islandese abbiamo preso e via verso sud, passando posti già visti, ma salendo sul ghiacciaio dove non eravamo stati l'altra volta: è sempre affascinante. E poi 4 giorni in tondo per l'Islanda, tra cascate, blocchi di ghiaccio alla deriva tra cui nuotano le foche, blocchi di ghiaccio su una spiaggia, in riva all'oceano, il vento, il sole e il caldo (+20°C a nord non è male...), i villaggi che ti chiedi come si fa a viverci, le case di torba, pecore tosate a metà, tramonti lunghissimi alle dieci di sera, lunghissime strade di ghiaia con le nuvole che rendono il giorno come la notte, le facce da pirla nelle foto, le risate, i caffé... e noi.
In queste parole potete trovare solo una parte di ciò che è stato, è difficile e questo non è il posto giusto per spiegare meglio il tutto. Le foto che spero di ptervi mostrare a breve magari aiuteranno.
Esami: ieri fatto l'ultimo. Il sentimento prevalente è un po' di delusione, sia per i risultati già avuti che per quelli che aspetto. Avrei potuto fare meglio, come sempre, ma i voti finora non rispecchiano per niente l'impegno che in questi quattro mesi ho provato a mettere in una lingua davvero ostica, ma non impossibile. Risultati che mi dicono male visto che nel giro sopra citato ho praticamente parlato islandese e mi hanno sempre parlato islandese senza problemi (ho la testimone!!!). Bon, ormai l'è andata, però...Di certo va considerato anche il nuovo sistema, sconosciuto e diverso, che significa doversi registrare su altri standard (colpa dell'uni a genova, dove prendere 27 è una passeggiata...). Anche questo è parte importante dell'esperienza estera, spero di cavarne qualcosa di buono.
Vacanza: eh sì, sono in vacanza ora! Per un paio di settimane posso solo pensare a fare un bel niente, o magari solo le cose che mi piacciono. E intanto ieri sera festa, fino alle 3, domani sera festa, fino a chissà quando, sabato sera Eurovision contest, settimana prossima rafting e birra gratis, venerdì prossimo birra gratis... E poi mancherà solo una settimana ed è meglio non pensarci, per ora.
Dai, non ho tediato molto, ma oggi è giornata di nulla, quindi manco mi sono impegnato.
Eh, lo so che è un po' tanto che non scrivo.
Sto bene, va tutto bene. Ho un po' da fare, oggi dato il primo esame, domani un altro, sabato il terzo. Poi l'ultimo il 9 maggio.
Sono un po' col fiatone perchè sono il solito cretino e ho lasciato troppe cose indietro, ma vabbé.
Giovedì arriva Francesca, il meteo stavolta sembra dirci bene. Di certo con 16 ore di luce avremo tempo per vedere un casino di cose. Sarà anche facile, visto che giriamo in tondo l'Islanda in 4 giorni e mezzo. Vedrò posti nuovi, mai visti!
Ora magari torno a preparare l'esame di domani e quello di sabato.
Non vogliatemene, ma tanto se che non me ne volete, visto che non legge nessuno. Eh eh...
Ormai mi sembra chiaro che scrivo con intervalli di due settimane circa. Mi spiace, ma ho un casino di cose da fare e sono un campione nel perdere tempo.
A questo giro racconterò un po' degli 8 giorni passati qui dalla mia famiglia al completo: Francesca, Gabriella e Michele (in rigoroso ordine alfabetico, curiosamente vengono prima le signore; ancor più curiosamente io sarei il primo dell'elenco... primo! e modesto).
Il loro arrivo in terra islandese è stato, stranamente, caratterizzato da un tempo non proprio primaverile. Sbrigate le prime cose pratiche in aeroporto (cambiare i soldi e comprare uno spuntino) ci avviamo verso la città.
Qui scopro che la guesthouse che avevo trovato non è proprio il massimo (1 frigo in 7-8 persone, pochissime posate...), ma la famigghia glissa e, anche se la mamma era molto dubbiosa, decide che va bene lo stesso. In fondo lì ci dovevano in pratica solo dormire.
I primi giorni sono passati con i 3 dell'ave maria in giro per Reykjavik mentre io ero a lezione, pranzando insieme, raccontandosi un po' di cose e mostrando loro alcune zone interessanti: ero stato a Perlan solo nel 2001 e non mi ricordavo che la vista di Reykjavik fosse così bella da lì... ci tornerò, facendo una bella e lunga passeggiata, uno di questi giorni.
Li ho poi portati lungo lo Hvalfjörður, che senza neve (con Francesca l'abbiamo visto totalmente bianco) mi è sembrato decisamente diverso, a Bessastaðir e Seltjartarnes (wow, altra passeggiata da programmare).
Durante i primi giorni decidiamo anche che nel weekend non resteremo a Reykjavik, ma ce ne andremo a fare un giro verso sud. Così mi metto sotto a pensare che giri fare, a cercare i posti per dormire fuori, per passare l'ultima notte in un posto comodo per la macchina (si parte alle 5 per l'aeroporto, al solito...).
Fatto tutto, il giovedì pomeriggio ci concediamo la Laguna Blu, aaaaaaahhhhhhhh
In tutto questo la mamma cerca sempre di esprimere al meglio ciò che prova, Francesca è un po' frastornata (non mi viene una parola migliore), papà mi sembra contento, ma un po' sulle sue... spero che non si stia rompendo le palle, mi dispiacerebbe. Scopro che non è così, che è colpitissimo e affascinato anche lui, persino alla Laguna Blu è riuscito a rilassarsi, per ben due ore, nell'acqua calda. E senza un computer!
Arrivato il venerdì ce ne imo al circolo d'oro, con un tempo di merda, che alle 16 ci rende tutti zuppi... ma cristo, ne andasse bene una ogni tanto! Vabbé, in compenso la sistemazione del venerdì sera è ottima e la cena più che dignitosa.
Dopocena uno strategico cambio di programma, che si rivelerà vincente (era ora, cacchio!), viene operato dagli strateghi di famiglia (gli uomini, ovvio...).
Così il sabato mi sparo non so quanti chilometri alla guida (alla fine saranno quasi 1800 in otto giorni, non male) per raggiungere lo Jókusarlon... Semplicemente fantastico. Erano anni che aspettavo di andarci e ammetto di essermi commosso di fronte a tale spettacolo.
Prima però siamo riusciti ad andare a Dyrhólaey. Tre anni e mezzo sono passati dall'ultima volta qui. Questa volta ho il vantaggio che ci siamo solo noi: che spettacolo...
Torniamo un po' indietro e dormiamo a Hvoll, dove un segnalatore di fumo provoca tensioni in famiglia, visto che Francesca non si rassegna a pensare che è il problema è il tostapane, non lei che lo usa (mica hai dato fuoco alle fette!).
La domenica ci raggiunge ancora il maltempo, ma non rompe troppo i maron glaces, per fortuna. Così ci vediamo qualche classico: Skógafoss e Seljalandfoss, camminiamo sul Sólheimarjökull
La domenica sera deposito i 3 in guesthouse e poco più tardi mi avvio al NASA, verso il concerto di supporto a FORMA. Suoneranno un sacco di artisti, fra i quali spicca Björk. Infatti mentre sono lì dentro che aspetto l'inizio me la ritrovo davanti, vestita in maniera assurda e più bassa di quanto pensassi....
Una bella performance, la sua. Assieme a quella di Lay Low decisamente la migliore. Una bella serata, lunga (in piedi 3 ore... avevo la schiena a pezzi), ma piacevole. Ah: oggi compaio sul giornale, in una foto che mi ha fatto la fotografa del Fréttablaðið assieme ad Aarne e Ella quella sera. Ovviamente me la porto via, comparire su un giornale islandese non mi ricapiterà molto facilmente...
Il lunedì mattina, con sole 3 ore di sonno sulle spalle, accompagno la famigghia all'aereo.
Sono stati 8 giorni intensi e impegnativi, ma sono strafelice che siano venuti a trovarmi. Per me era importante che vedessero con i loro occhi questo paese che tanto mi affascina e che un po' mi appartiene. Come dice Francesca (la mia Fra): l'Islanda mi assomiglia molto o, meglio, io assomiglio a lei. Così farla conoscere alle persone a me più vicine (e per me importantissime
Siccome so che mi leggono, saluto pubblicamente Daniela e Franco, carissimi zii. Un abbraccione!
Ok ok, è passato un sacco di tempo, me ne scuso.
Però non è che non avessi niente da raccontare (o forse in effetti sì, dipende da cosa vuol dire "avere qualcosa da raccontare"), non ho avuto, e non avrei, molto tempo.
Allora proverò a essere conciso ed efficace.
Dal lontano 28 febbraio (ultimo post) ho studiato e girato. Ma soprattutto ho potuto, finalmente, mostrare questa bella terra a Francesca!
Eh già, 10 giorni in giro, con un tempo di merda (tesoro, anche la settimana prossima sarà così, quindi tu non c'entri!), ma vedendo un bel po' di cose. Tutte nuove per lei, alcune già viste per me, ma non per questo uguali: il tempo annebbia i ricordi e tornare dove già sei stato, stavolta con le persone che ami, cambia le cose. Così le espressioni affascinate di Fra ai Geysir, le foto insieme a Gullfoss, la passeggiata a Þingvellir, dormire mentre il vento sembra volersi portare via il cottage, il fingersi vichinghi al museo nazionale e tante, ma tante, altre cose sono apparse diverse ai miei occhi rispetto al passato. Questo perchè una cosa non è nuova solo quando la si vede per la prima volta, bensì ogni volta che la si vede in un modo diverso: vuoi per le condizioni (non esterne) di chi osserva, vuoi, come questo è il caso, per la possibilità di guardare le cose con gli occhi di un'altra persona, una persona speciale.
Poi non ho il tempo di elaborare che dopodomani arriva la mia famiglia (sì, tutti e tre... AIUTO!!!) e avrò nuove sensazioni a cui pensare, che si sommeranno alle altre, oltre a tutti i miei pensieri (sempre troppi, che ci crediate o meno) che non riesco a organizzare con calma.
Però sono felice, un po' stanco e un po' preoccupato per il futuro, ma felice per queste visite, per quelle che verranno, per questa esperienza e le persone che sto incontrando. Mettiamoci pure quello che sto imparando, che in fondo mi piace, anche se non riesco a dedicarmici come vorrei e come sono abituato a fare (soprattutto riguardo la lingua islandese).
Il futuro... eh, brutta roba. Mi sforzo di pensare solo al breve periodo, ma non è che sono molto bravo. Così vorrei cercare un lavoretto per questi due mesi, in modo da essere un po' più autonomo. Poi vorrei capire cosa succederà a giugno (mo' telefono che faccio prima) per decidere. La prospettiva di fermarmi un po' qui non mi dispiace, ma solo perchè potrei mettere da parte parecchi soldi, perchè dal punto di vista della mia vita privata sarebbe solo un casino. E poi in fondo c'è tempo, no?! Sì, direte voi, ma la mia testa di catus non ne vuol sapere di capire che 27 anni sono più simili ai 24 che ai 32...
Mi mancano un po' alcuni amici, che giustamente hanno altro a cui pensare (magari tutti concentrati sul fattore K
) o con i quali non ho la possibilità di restare molto in contatto anche per pigrizia o pessima gestione del mio tempo (faccio anche un mea culpa pubblico, già che ci sono).
Altre novità... l'1 di aprile me ne vado al Nasa a vedere un concerto con diversi artisti islandesi, su tutti: Björk! Il 7 maggio poi esce il suo nuovo album "Volta" e pare che faccia concerto tutto suo qui il 9 di aprile. Ovviamente non lo perderò!
Come domani non mi perdo i Gus Gus, sempre al Nasa: concerto per il lancio del nuovo (e notevole) album, dopo un lungo silenzio!
Insomma: tante cose da fare, molte di più a cui pensare. E poco tempo per tutto...
Heyrumst!
Bless
Evvai, finalmente l'ho vista.
Poco prima di buttarmi a letto ieri sera ho deciso di dare uno sguardo fuori, sul balcone. Dopo un paio di minuti per abituarmi al buio (relativo) scorgo un po' di verde dietro a un albero. Vado a prendere la macchina fotografica e provo a fare un paio di foto. Niente di che, purtroppo. Quasi rassegnato resto lì a vedere... Alché il verde si fa più intenso, l'onda si allunga!
Corro in camera, sciarpa, braghe pesanti, giacca, macchina fotografica e giù di corsa al campetto a 1 minuto da qui, il posto più buio raggiungibile in pochissimo tempo.
E qui parte lo spettacolo: scie che nascono e rimangono più o meno ferme, allungandosi e variando di intensità. Altre lingue colorate si muovono più velocemente. L'aurora è difficile da raccontare, è come un'onda, ma si muove come potreste vedere muoversi una nuvola. Si stira, si ingrossa, il colore si fa più intenso, sbiadisce per poi di slancio ripartire.
Quando a un certo punto pensavo lo spettacolo fosse quasi finito si scatenano i fuochi d'artificio: il punto in cui era stata più intensa riprende colore, si piega come una S, si allunga in cielo: ora la volta è attraversata da una grande scia verdolina, ma ecco che un'oda da est a ovest cambia le forme, i colori, la luce. In un paio di punti è talmente intensa da sfiorare il rosso, cosa rara. Io continuo a restare sdraiato in terra, saremo a -5 ma il freddo non si sente, troppa l'emozione, troppa la voglia di goderselo e quindi gli scatti con la macchina sono un po' approssimativi (ma un po' rendono l'idea, spero). Vorrei qui la mia famiglia, Francesca e alcuni amici coi quali vorrei poter condividere la magia di una danza senza musica, se non quella che la suggestione genera, un soffio costante, che accompagna i voluttuosi movimenti di questa scia anomala, a noi lontana, magica e misteriosa. E' una poesia verde, delicata, intensa ed emozionante.


Stasera le condizioni sono, ancora una volta, ottime. Spero di poterne vedere un'altra, questa volta le foto saranno migliori, promesso.
Che poi a vederle qui fanno proprio schifo, ma è splinder. Ora magari le metto su myndir (e aggiungo il link a fianco, state bboni!).
Con un po' di sano egocentrismo pubblico con largo anticipo l'invito alla mia festa di laurea e, contestualmente
Questo post sarà l'unico per tutta la prossima settimana.
Capitolo 1: FESTA GIOVEDI' 15 FEBBRAIO!
Gentilmente organizzata da amici presso il Little Italy, in Canneto il lungo, a Genova, ovviamente. Gli organizzatori non lo sanno, ma ci sarà la possibilità di assaggiare alcune delle prelibatezze islandesi di cui potete leggere in altri post su questo stesso blog (che è bellissimi!!!) e anche del brennivin. La regola per gli assaggi è quella islandese: chi prima arriva meglio alloggia!
Orario: dalle 21.30 in poi. Siete tutti benvenuti e spero sarete numerosi!
Chiunque legga si senta libero di estendere l'invito a persone che magari ho visto una sola volta, o che magari non ho mai visto.
Capitolo 2: Ringraziamenti.
Copio e incollo direttamente dalla tesi, non aggiungo altro.
Ringraziamenti
Un pensiero speciale va a Francesca per l’amore, per il coraggio, per i bei momenti passati insieme, per quelli che passeremo e per la tazza.
Vorrei anche ringraziare:
il Prof. Marelli per il preziosissimo aiuto, per la pazienza e per avermi sempre incoraggiato.
La Prof.ssa Chiesa per tutti i corsi nei quali mi ha dovuto sopportare.
La Dott.ssa Gillhardt per le lunghe chiacchierate e le affettuose raccomandazioni
Björn Melander e la sezione “Nordiska språk” dell’Università
Sture Allén e la Svenska Akademien; Olle Josephson, Ola Karlsson e lo Svenska Språknämnden; Åsa Holmér e il TNC. Per la disponibilità, i tanti consigli e gli utilissimi spunti.
Lo Svenska Institutet per avermi dato la possibilità di compiere le ricerche che hanno portato a questa tesi e per avermi consentito di imparare lo svedese.
Non posso però dimenticare:
Andrea, amico di una vita, a cui vanno i migliori auguri per la sua vita insieme a Bruna.
Cristina e Marzia per gli oroscopi e la loro amicizia incredibile e senza confini.
La mia famiglia tutta, siete così tanti che ci vorrebbero tre tesi. Con un pensiero speciale a chi se n’è andato: mi mancate.
Francesca e Lars per la ripetuta ospitalità.
Leonardo perché ha sempre tempo e belle parole per tutti.
Monia, Manu e Sarah per le serate al Milk.
La Bottega Solidale e Globalen per le persone incontrate e per quello che mi hanno insegnato.
Fa(b)bio e l’Assolibro per tutti i libri introvabili che solo loro mi hanno fatto avere e per quelli che mi hanno venduto solo perché di autori nordici.
Saga, Andreas, Kristoffer, Viktor, Filipe per le feste e i bei momenti insieme a Uppsala.
La Belin per i raduni, gli scherzi e le belle amicizie.
L’ENZA, perché
Gli studenti di scandinavistica
Chiunque altro mi stia colpevolmente dimenticando e che spero non si arrabbierà.
...oggi la notizia è un'altra: mi laureo!!!
Martedì 13 febbraio 2007, dalle ore 9 presso l'Aula Americanistica della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere in piazza Santa Sabina 2, Genova.
Giustamente voi direte: echissenefrega! Come darvi torto?!
Io però lo scrivo lo stesso. Sarò il 5°, facilmente passerò per le 10.30, magari anche dopo.
Il dramma è che torno lunedì sera, sarà una lunga due giorni di viaggio e stanchezza.
Il venerdì poi ci sarà una festa, il luogo è ancora da stabilire, ma vi aggiornerò a breve. Ovviamente tutti sono benvenuti, purché mi offrano da bere...
Ma spendiamo anche qualche parola sul viaggio ad Akureyri: bello!
Bei posti, moltissimi posti visitati e tutti con un qualcosa di unico. Buona la compagnia, a parte qualche normale incomprensione con persone che non si conoscono molto bene. Accettabile la spesa per 3 giorni e più di 1000 km con auto a noleggio.
Delle splendide cascate, una piscina calda all'aperto nel mezzo di colline nere e con la luce del sole che sparisce all'orizzonte, luci e paesaggi che solo qui. Colori che mi fanno sentire così in pace con tutto, che mi fanno sentire così a casa che viene da pensare.
E poi un tunnel di 6km a 170 metri di profondità sotto il mare, il runtur ad Akureyri, in macchina a 10 all'ora facendo un giro di 500 metri (il centro di Akureyri...), la birra a quasi 7 euro, i bambini che urlano al mattino presto e la madre che urla di più, lo squalo putrefatto che poi tanto male non è, le discussioni, i compagni di stanza che russano...
Non voglio però parlarne troppo, tra un mese ci tornerò con Fra e questo renderà i paesaggi più belli e vorrei che restassero nuovi per lei. A quel punto poi potrò fare altre foto e farvi vedere le differenze tra i 350km di strada quando questi sono innevati e bianchissimi e quando, spero, saranno giallini (prima siano verdi ce ne passa, ahò, siamo in Islanda!!!).
Oggi poi è un giorno un po' speciale: sono 7 mesi che io e Francesca stiamo insieme. Grazie.
Per ora un abbraccio a tutti, vi aggiornerò a breve.
In attesa di rivedere Fra, e di sapere quando mi laureo, me ne vado 3 giorni a nord.
Akureyri è la nostra destinazione (nostra: io, Marko, Merja, Aarne, Bartek). Per oggi quindi brevissimo aggiornamento: sono stanco da morire, dormo di merda e non so perchè, amen. Stamattina compitino di islandese che credo di aver fatto tutto corretto. Era semplice, ma tutti i suffissi ti incasinano la testa che è un "piacere". E dire che non abbiamo ancora studiato tutti i casi...
AIUTO!!!
La settimana spero di avere il tempo per raccontarvi questo viaggietto, che peraltro mi serve a vedere (e che gioia a pensarci) dove portare Fra! Farò anche un sacco di foto, che poi vedrò di mettere online, così state bravi...
Per il resto todo bien, a parte che tira un bel vento e il tempo cambia circa una volta ogni ora: è quello che succede a essere in mezzo all'oceano...
Ora vado a fare la spesa per domani, i compiti menosi me li smazzo io, vorrei capire perchè...
Bless bless!
E rieccomi qui a perdere tempo per raccontarvi cosa combino.
Questo è il periodo durante il quale si festeggia Þorrablót (per approfondire: Feste e celebrazioni islandesi).
Per venerdì sera a Studentakjallarinn l'associazione studentesca Röskva aveva organizzato una serata con assaggi di varie amenità che si mangiano per questa festa: testicoli di montone, una specie di sanguinaccio di pecora, faccia di pecora, occhi di pecora e altre robe così. Purtroppo mancava l'unica cosa che avrei voluto assaggiare: l'hákarl (squalo putrefatto).
Mi sono allora accontentato di bere un po' di gustoso Brennivin. Potente, ma buono, un sacco degli alcolizzati che leggono i miei blog apprezzerebbero.
La giornata era iniziata però con alcune ore di studio, preparando la presentazione su Snorri Sturluson che devo fare domani per il corso di storia islandese. Presentazione non ancora completa, finito qui la ultimo.
Nel pomeriggio poi mi sono addormentato davanti a un film islandese che ho guardato con i sottotitoli in svedese (Korpen Flyger è il titolo in svedese), ovviamente questo mi ha fatto arrivare 40 minuti in ritardo a casa di Marko e Merja, dove dovevamo (con Aarne) studiare un po' per islandese, visto che giovedì abbiamo un compitino... Un po' abbiamo studiato, poi abbiamo chiacchierato, mangiato e bevuto (una birra e dell'ottimo Pernaud). Alle nove è ora di muoversi, non vorremo mica perderci le prelibatezze di cui sopra!
In Studentakjallarinn c'è già un po' di gente, ma non troppa. Alcune facce conosciute, altre no. Si parla con tutti, gente mai vista e conosciuta e compagni di corso. Se qualcuno mi viene a dire che gli islandesi sono schivi lo mando a spigolare in un millisecondo: gentili, socievoli, loquaci, divertenti. Altro che sti cazzo di genovesi!
Offro una birra ai miei compagni (il ragazzo dietro al bancone è un simpatico italiano che studia qui da 6 anni) di studio e arriva gente: Franziska, Ella, Bartek, Nea, Mathias, Jessica, il tedesco del quale non ricordo mai il nome e il gruppo delle finlandesi. Chiacchiere su chiacchiere, verso mezzanotte un po' di gente inizia a dirigersi in centro. Telma (una simpatica islandese con un nome bislacco) dice di andare al Barinn, dove ovviamente non arriveremo mai...
Ci si spinge downtown con Bartek, Jessica, un ragazzo norvegese e un altro che non so manco da dove venga. Incomincia la migrazione da un posto all'altro:
1- Ölstofa: non c'è Fabio, quindi ci spostiamo 10 metri più sotto;
2- Vegamót bello, ma si decide di andare da un'altra parte;
3- A Sirkus per qualche ragione ignota non ci fanno entrare;
4- The Celtic Cross: riusciamo anche a sederci, ma due palle con una specie di karaoke e Jessica e il tizio che non so da dove venga che si fanno i cazzi loro.
Il norvegese si dirige a casa, allora io e Bartek continuiamo il giro: al Kaffibarinn non entriamo, non so perchè; proviamo al 1664 per vedere se Nea e altri sono lì. Non ci sono, allora raggiungiamo Marko e Merja all'11. Qui nel 2003 incontrai il fratello di Björk gonfio come una mongolfiera...
Qui altra birra, bella musica (troppo alta, come al solito) e si balla un po'. Arriva anche Sofia con un tizio: l'ra successiva la passano a pasturare di brutto davanti a tutto il locale, contenti loro...
Qui intorno si vedono un po' di facce conosciute, più altre nuove, alcune davvero "particolari" (non sto parlando di fighe ndr).
Alle tre e mezza (quindi presto), la stanchezza ci spinge ad andarcene. Fuori dall'11 vediamo anche un tizio vestito in maniera pittoresca: completamente di arancione. Camica, vestito, scarpe e tuba arancioni. Anche il bastone, se non erro, era arancione. Nel mentre c'è gente che si sdraia in terra, altra che urla, altra (noi) che cerca di riguadagnare la via di casa.
Dopo i 20 minuti di passeggiata con annesse interessanti riflessioni con Marko e Merja me ne vado a dormire alle 4 passate. Presto, troppo, per gli standard islandesi, tardi, molto, per i miei...